Con il termine sovraindebitamento si identifica quella situazione in cui un soggetto non è più in grado di ripagare i propri debiti con le sue attuali disponibilità economiche.

E’ un fenomeno che, purtroppo, colpisce sempre più frequentemente la parte debole della popolazione italiana: piccole attività economiche ed artigianali, ma anche lavoratori dipendenti, professionisti e pensionati.

Si tratta di soggetti ai quali non è applicabile la legge fallimentare, e che quindi rischiano di non riuscire a liberarsi mai dei debiti contratti, rimanendo così esclusi da ogni possibile forma di attività economica. Molto spesso le cause della sopravvenuta impossibilità di pagare i debiti originano da situazioni estranee alla sfera di controllo del soggetto (una lunga malattia, la perdita del posto di lavoro, una grossa ed improvvisa spesa, la separazione del coniuge, cambiamenti repentini del mercato ecc.) ed imprevedibili.

In questo contesto, la Legge 3/2012 ha previsto tre diversi rimedi alla situazione di sovraindebitamento: il piano del consumatore, l’accordo di composizione della crisi e la liquidazione del patrimonio. L’obbiettivo comune delle tre procedure è di consentire al debitore onesto ma sfortunato di liberarsi dalla pressione di una situazione divenuta insostenibile, pagare quanto può essere effettivamente pagato in relazione alla situazione economica attuale, e poi ripartire.

Si tratta però di strumenti molto diversi tra loro per requisiti di accesso, natura e finalità; per questo è fondamentale che il debitore venga assistito da un professionista competente.

Dall’entrata in vigore della Legge 3/2012, sono però fioriti sedicenti esperti, agenzie e/o aziende che promettono la cancellazione integrale dei debiti, senza alcun discrimine, come se bastasse un semplice colpo di bacchetta magica.

Invece solo a seguito di un’attenta analisi della situazione economica e patrimoniale del debitore, si potrà individuare il rimedio migliore, e le reali possibilità che la procedura giunga all’esito desiderato. Evitando così di sprecare risorse finanziare del debitore che, mai come in una situazione di sovraindebitamento, sono preziosissime.

Inutile nascondere che l’attuale pessima congiuntura economica andrà ad aumentare il numero di persone potenzialmente sovraindebitate, rendendo ancora più rilevante, anche da un punto di vista sociale, la risoluzione della loro situazione di crisi.

A chiusura, va ricordato che dal settembre 2021 entrerà in vigore il nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, nato dall’intenzione del legislatore di riunire in un unico testo la disciplina di tutte le situazioni di crisi ed indebitamento, nonché di avvicinare l’ordinamento italiano a quelle degli altri paesi europei, che hanno sempre avuto come obiettivo una definizione – possibilmente rapida – della situazione di crisi del debitore, per poi reimmetterlo nel tessuto economico.

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